2009

Around the corner

Dal 28 marzo al 19 aprile 2009 si è tenuta la mostra Around the corner all’Attic Studio Contemporary Art di Maura Lari. Nella soffitta dell’antica casa di campagna sono stati protagonisti sette giovani artisti: Gian Luca Rossetti e Andrea d’Amore, di Firenze che formano il gruppo Ciboideale; Dario Garofalo di Prato; Lucy Harvey di Manchester (Inghilterra); Yvonne Klasen di Colonia (Germania); Dario Molinaro di Foggia e Filippo Negroni di Parma.

I visitatori sono stati accolti dai quadri di Negroni posti sull’ingresso e sulle scale e che conducono all’installazione video dei Ciboideale in una stanza oscurata e ai numerosi disegni di Molinaro che si espandono su un’intera parete, alle fotografie che formano Periferic mood in a foggy day di Garofalo, alle minuziose sculture di Harvey e al delicato video di Klasen.

La festa d’inaugurazione è cominciata alle ore 19.00 di sabato 28 marzo con un rinfresco offerto dal Ristorante Pizzeria Miramonti della Carnevala di Medesano .

Particolari commestibili

(…) Credimi: la natura è un ristorante in cui tutti sono al tempo stesso al tavolo e sul menu (…)

Tratto da “Memorie di un Cuoco d’Astronave”, di Massimo Mongai, Ed. Mursia, 2000

La mostra Particolari commestibili tenuta all’Attic Studio dal 19 settembre al 24 ottobbre 2009 si ispira al romanzo di Mongai “Memorie di un Cuoco d’ Astronave”. Questo romanzo narra dell’esperienza di un giovane cuoco terrestre imbarcato su un’astronave come vice Chef. La storia dimostra l’importanza del cibo nelle relazioni e grazie al protagonista viene salvata la galassia dalla distruzione.

In un mondo sempre più colpito dalle devastazioni ambientali e dalla recessione siamo giunti al punto in cui, dopo aver mangiato a sazietà, rischiamo di essere noi stessi mangiati in una sorta di vendetta che la natura, umiliata e saccheggiata, potrebbe avere su di noi, così come profetizza il romanzo di Mongai.

Viviamo sotto la minaccia di forti cambiamenti e di fronte ad un futuro incerto l’Attic Studio si propone di indagare  la realtà del nostro tempo attraverso il lavoro di sette artisti che si esprimono nel tentativo di individuare speranze, soluzioni e intraprendere strade nuove. Sollevando problemi o esprimendo disagio gli artisti possono proporre un cambiamento, contribuire alla comprensione, accendere la speranza e incoraggiare l’evoluzione del pensiero in tempi critici come quelli in cui stiamo vivendo.

Mike Bennion, artista inglese e regista televisivo, utilizza la tecnica del collage per raccontare un mondo sommerso, dalla forte carica emotiva, dove il lento fluire del tempo, ha un peso profondo. Le sue “Little Love Boxes” sono come scrigni di ricordi e segreti che ci riportano al fascino e alla forza dell’ antico, del dimenticato, delle tracce indelebili che permangono nella memoria personale e collettiva. Una percezione, quella di Bennion, che ci rimanda a un mondo remoto e latente.

Il lavoro di Arianna Carossa guarda ai meccanismi segreti che governano la realtà ed ha una valenza simbolica sia a livello formale che materiale. Le installazioni dell’artista sono dense di significati profondi e rivelano, privilegiandoli, gli aspetti sacrali. Il filo conduttore nel lavoro della Carossa è infatti, l’aspetto religioso e antropologico.

Damiano Fasso basa il proprio lavoro sull’indagine delle identità sociali e del rapporto dell’uomo contemporaneo con il mondo che lo circonda attraverso l‘ironica stigmatizzazione dei suoi mali. Le sue opere si collocano tra neo-pop e concettuale e giocano con l’ambiguità dei messaggi. I tre quadri con figure di lattice in rilievo sullo sfondo bianco madreperla, realizzati appositamente per questa mostra, contengono espliciti riferimenti alla cultura orientale e riflessioni sul concetto di memoria come fonte di immortalità.

Luca Monterastelli assembla materiali, oggetti, forme che si propongono allo sguardo dello spettatore come un‘occasione di passaggio e di pensiero. L’artista, col suo lavoro, ci fa entrare in contatto con la misteriosa coscienza del tessuto del reale. “E’ plausibile” – dice l’artista – “che questo pezzo di cartone non sia un rappresentante della coscienza: ma che esso sia una parte della coscienza stessa. La materia fa parte di un’unica grande coscienza, smette di essere un limite, il finito dell’infinito, e diventa il mezzo per arrivare all’eterno.” Attraverso l’uso di materiali “alternativi” e tecniche tipicamente femminili, componenti di un fare antico come il ricamo e il cucito,

Attraverso l’uso di materiali “alternativi” e tecniche tipicamente femminili, componenti di un fare antico come il ricamo e il cucito, Monica Greco ci propone una sorta di manuale del paesaggio casalingo. Questa scelta linguistica rappresenta una pratica artistica inaspettata che sostituisce il pennello, capovolge i luoghi comuni e sovverte i ritmi della comunicazione cui la società moderna ci ha abituati.

Il lavoro di Luca Privitera prende in esame la rappresentazione dei temi relazionali e simbolici costituendo scenari sensibili e realtà nelle quali collidono diverse geografie, restituendo sensazioni oniriche passeggere eppure incredibilmente intense. Le tre fotografie esposte “Quanto dura un ricordo” mostrano il percorso di una ragazza che sta andando ad incontrare una persona a lei cara in un alternarsi di flash back che la protagonista rivive prima dell‘ incontro.

Enrico Zermani utilizza soprattutto la fotografia come strumento di indagine e la sua ricerca è rivolta al paesaggio che lo circonda e dove vive da sempre. Lo sguardo curioso dell’artista è volto allo spazio naturale e raffigura i luoghi del nostro tempo per scoprire immagini che siano anche nuove possibilità di percezioni. Zermani in occasione della mostra “Particolari Commestibili”, concentra la sua attenzione sulla fornace di Felegara PR, antica fabbrica di mattoni ormai dismessa e lasciata a consumarsi nel ricordo. Registrando le tracce lasciate dal tempo l’artista testimonia la vita produttiva che è stata, ne documenta l‘impegno lavorativo, la capacità creativa per dare un senso al presente e lasciare il compito al tempo di decidere sul futuro.

Liquidamente

Nella mostra dal titolo “Liquidamente” che si è tenuta dal 21 novembre 2009 al 6 gennaio 2010 all’Attic Studio Contemporary Art, sono stati esposti i disegni di Carlotta Balestrieri, immagini che l’artista definisce “frammenti di memorie” i quali ritraggono bambini docili che sembrano svelarci con il loro sguardo, cenni del loro mondo segreto; Ninaboy narra, attraverso i suoi disegni con polveri luccicanti, storie domestiche e anatomie immaginarie con nostalgia e dolcezza, collocandosi con il suo stile, tra il neo pop e il concettuale; Ludy Sulaco descrive nelle sue fotografie in bianco e nero, con sensibilità lirica e documentaria nello stesso tempo, la sinergia di città descritte come contenitori di vissuti, attimi, momenti, sensazioni; il lavoro di Rino Stefano Tagliafierro è invece popolato da personaggi sconcertanti che prendono lo spettatore di sorpresa e lo accompagnano in una dimensione da sogno.

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